Varese – il Museo Baroffio e la Cripta del Santuario, i due gioielli del Sacro Monte

Come sapete, la zona che amo maggiormente di Varese è il Sacro Monte. Ve ne ho parlato più volte e vi ricordo che è Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco dal 2003. E’ costituito da ben 15 cappelle ed è un luogo di pellegrinaggio già dal Medioevo. Ma non solo, al Sacro Monte troviamo anche un grandissimo patrimonio artistico conservato al Museo Baroffio ed anche un piccolo gioiello come la Cripta del Santuario. 

GLI ORARI DEL MUSEO BAROFFIO

Da metà marzo ad inizio novembre il Museo Baroffio è aperto il giovedì, il sabato e la domenica dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.30. Mentre da maggio a settembre resta aperto anche di martedì e di mercoledì nel pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 18.30.

QUANTO COSTA IL BIGLIETTO PER IL MUSEO BAROFFIO?

Il costo del biglietto per visitare il Museo Baroffio è di 7 euro in settimana, mentre di 10 euro durante il weekend. Prezzo che si riduce a 5 euro per gli iscritti al FAI, per i gruppi di almeno 10 persone e per i ragazzi fino ai 18 anni. Gratis, invece, per i possessori della Tessera Abbonamenti Musei Lombardia e per i bambini fino ai 5 anni. Ma se volete è anche possibile acquistare un biglietto cumulativo al prezzo di 15 euro per visitare il Museo Baroffio, la Cripta del Santuario e la Casa Museo Lodovico Pogliaghi.

LE VICENDE STORICHE DEI DUE MUSEI

Il primo ad essere istituito fu il Museo del Santuario, su proposta del parroco don Luigi Bellasio nel 1883. E’ da ritenersi costruito intorno al 1890 in tre locali accanto alla canonica, se già nel 1865 si registrano richieste di prestito e donazioni i nuove opere. Il 18 agosto 1900 il Museo del Santuario apre ufficialmente. Il secondo ad essere realizzato, invece, fu il Museo Baroffio. Alla sua morte, il 2 settembre 1929, il barone Giuseppe Baroffio Dall’Aglio lasciò erede il Santuario di Santa Maria del Monte del suo intero patrimonio, oltre una consistente somma di denaro, con il preciso obbligo che il beneficiario edificasse vicino alla chiesa un apposito museo, da intitolarsi alla sua memoria ed in grado di ricevere col massimo decoro le raccolte da lui lasciate. Nel 1993 per il degrado dell’edificio e l’insufficiente sicurezza, il Museo venne chiuso. Iniziarono gli studi ed i progetti per il recupero dell’edificio ed il suo ampliamento, per il restauro di gran parte delle opere e l’aggiornamento dei criteri museologici, per il rinnovo degli impianti tecnici.

IL DRAGO O COCCODRILLO DI VARESE

All’interno del Museo Baroffio troviamo il Drago di Breno, ovvero un coccodrillo del Nilo lungo oltre tre metri che è stato ucciso a Breno, probabilmente dopo una fuga da uno zoo. La reliquia era giunta al Santuario come ex voto dopo che, per diverso tempo, si era parlato di un mostro che si aggirava nelle campagne. Evidente è l’alto valore simbolico dell’ostensione del coccodrillo in una Chiesa: è il Male vinto e soggiogato (reso visibile dalla robusta catena che lo trattiene). Il coccodrillo, animale esotico tanto più pericoloso perché sconosciuto, diventa perfetto emblema del male più grande ed inaspettato. E’, come i rettili veri, l’incarnazione del demonio. Ci ricorda che il male esiste nel mondo, ma ci invita anche a confidare che, con l’aiuto di Dio e della Madonna, anche l’essere più brutale e forte può essere domato. E’ speranza per il devoto che entra nel Santuario: con una fede simile a quella avuta dal giovane di Breno, non c’è nemico che tenga.

LA CRIPTA DEL SANTUARIO

Il complesso della Cripta del Santuario di Santa Maria del Monte conserva al suo interno i resti della prima Chiesa edificata sulla montagna tra il IX ed il X secolo. Il complesso è uno dei monumenti più ricchi ed articolati della Varese antica, ove le indagini archeologiche hanno rivelato una straordinaria stratificazione che dai tempi dell’Impero Romano giunge fino al Medioevo. La volontà di riaprire al pubblico la Cripta romanica ha determinato lunghi lavori di restauro dal 2013 al 2015. L’intervento ha permesso l’eliminazione delle strutture di presidio di inizio Novecento e la campagna di scavo ha portato alla luce i resti di un antico edificio di culto mariano risalente, probabilmente, al V – VI secolo. Questa Chiesa originaria venne abbattuta in età carolingio – ottoniana per edificare, ex novo e in forma ampliata, una nuova cappella, il cui presbiterio absidato è giunto fino a noi, trasformato nell’odierna Cripta romanica. Le pareti della Cripta sono decorate da affreschi devozionali, riconducibili alle medesime maestranze e databili tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV secolo. Immagini di Santi e scene più complesse. Durante i lavori di restauro, sono avvenute interessanti scoperte anche negli ambienti annessi alla Cripta. Nel primo corridoio sono stati riportati in luce affreschi devozionali risalenti alla prima metà del XV secolo; mentre nel secondo corridoio di acceso alla Cripta, gli scavi archeologici hanno permesso di individuare alcune tombe medioevali ed i resti di un altro edificio di culto di cui, però, non si aveva notizia.

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